Tania Pereira

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Tania Pereira

Cantautrice
Cangas del Narcea, Asturie
Chitarra admira preferita:

admira A8-EF, Serie Artesanía
admira Sofía

Tania Pereira, originaria delle Asturie, fonde le sue radici folk con l’indie acustico e il pop sperimentale, influenzata da artisti come Bon Iver, José González, María Arnal… Le chitarre in nylon suonate con accordature aperte si ibridano con basi percussive elettroniche minimaliste, strumenti a fiato e campionamenti, creando un viaggio cinematografico. Strutture semplici con voci quasi sussurrate, che arrivano come una boccata d’aria fresca nell’attuale panorama musicale.

È cresciuta immersa nella cultura musicale grazie a suo padre, Pedro Pereira, cantautore e compositore. La sua carriera è iniziata nel gruppo di musica folk Brandal, con cui ha registrato Na Fonte La Canalina (2010) e ha ottenuto il riconoscimento internazionale come finalista all’Interceltic Festival di Lorient (2011).

Durante il periodo trascorso a Londra, dove ha vissuto per 12 anni, il suo sound ha preso forma definitiva: chitarre atmosferiche, voci eteree e testi che oscillano tra l’intimo e il poetico. Ispirata da cantautori come Ben Howard, John Martyn, José González e Silvio Rodriguez, nel 2021 ha pubblicato il suo primo album, Un Sueño Dentro de Un Sueño, un lavoro autopubblicato con canzoni in spagnolo e asturiano.

Tania suona una chitarra ammirata, strumento fondamentale sia nelle sue composizioni che nei suoi concerti, dove unisce tecnica, emozione e un forte legame con il pubblico, essendo una delle voci più autentiche e personali dell’attuale panorama musicale asturiano. La sua carriera include collaborazioni e performance con artisti come Víctor Manuel e Ferla Megía, apparizioni in documentari come L’Horru e, recentemente, ha aperto il concerto di Nacho Vegas nelle Asturie. Quando sale sul palco, è accompagnata da due polistrumentisti, creando un potente trio dal vivo che si adatta a diversi luoghi e viene elogiato da coloro che stanno iniziando a scoprirla, come è avvenuto recentemente al Prestoso Fest.

Attualmente sta lavorando a quello che sarà il suo prossimo album, Rousa de Xericó, un nuovo lavoro in cui il tradizionale e lo sperimentale vanno di pari passo senza perdere il ritmo emotivo che caratterizza il suo lavoro, dando più risalto alle corde di nylon, agli strumenti a fiato, ai pad di tastiera e alle percussioni più vicine alle sue radici tradizionali.

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Suona con l’anima

admira: Le tue radici sono strettamente legate alla musica tradizionale asturiana. Come hai iniziato a fare musica e quali ricordi hai di quel periodo con Brandal?

Tania: Come accennato nell’introduzione, anche mio padre è un compositore, quindi la musica fa parte della mia vita fin da quando ero molto piccola. Ho iniziato a esibirmi sul palco, collaborando ad alcune canzoni durante i suoi concerti, fino a quando abbiamo formato una band folk, riportando in vita canzoni e brani tradizionali delle Asturie sud-occidentali e di El Bierzo. È lì che ho iniziato a fare esperienza come cantante e anche come chitarrista ritmica.

admira: La tua carriera ti ha portato dalle Asturie a Londra, passando per fasi molto diverse. Quali lezioni professionali hanno avuto il maggiore impatto su di te lungo il percorso?

Tania: È stato meraviglioso vedere persone di altre culture e lingue emozionarsi ascoltando le mie canzoni senza nemmeno capirne il testo. Ho anche imparato che ciò che funziona su alcuni palchi non funziona su altri, e quanto sia importante la dinamica delle canzoni per raccontare una storia nelle esibizioni dal vivo.

admira: La tua musica ha una carica emotiva molto forte e un suono molto raffinato. Cosa ti ispira quando componi e in che modo l’ambiente che ti circonda influenza le tue canzoni?

Tania: Questo ultimo lavoro che sta per uscire è molto riflessivo, alla ricerca dell’origine delle nostre emozioni e della comprensione di come le affrontiamo. Cerco di raccontare le storie in modo un po’ più letterale rispetto al passato, senza nascondere troppo. Dal punto di vista strumentale, cerco di usare la chitarra come se fosse un’altra linea vocale e scrivo parti molto melodiche come se fossero cantate da due voci, entrambe canticchiabili.

admira: Sappiamo che suoni una chitarra Admira. Cosa cerchi in una chitarra quando scegli uno strumento che ti accompagni dal vivo o in studio?

Tania: In studio evito il fret buzz e mi piace un manico stretto che mi permetta di suonare con facilità. La mia Admira è perfetta per quei millimetri in più di larghezza del manico e perché mantiene il suono pulito sui tasti più alti, dato che suono piuttosto in alto. La possibilità di poter passare dalla linea al microfono sul pickup. È anche molto importante che rimangano accordate, dato che tendo a variare molto nelle esibizioni dal vivo, e meno feedback c’è in un contesto live, meglio è!

admira: Hai appena pubblicato Rousa de Xericó, il tuo secondo album. Quali sono i tuoi piani per i prossimi mesi? Ci saranno un tour, nuove canzoni o collaborazioni all’orizzonte?

Tania: Questo è il piano. Raggiungere il maggior numero possibile di persone sfruttando il trio, continuare a creare… Nelle prossime settimane ci saranno diverse collaborazioni con altri artisti asturiani e spero di continuare a collaborare, ampliando i miei orizzonti e impegnandomi maggiormente nella produzione e in altri progetti.

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