Carlos Escobedo Sober

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Carlos Escobedo

Rock
Madrid
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Carlos Escobedo (Sôber) — Una figura di spicco del rock spagnolo

Carlos Escobedo (Madrid, 23 febbraio 1975) è una delle voci più potenti e rispettate del rock alternativo e del metal in Spagna. La sua carriera musicale è iniziata in giovane età, influenzata dall’ambiente familiare, che lo ha portato a suonare il basso dall’età di 14 anni e ad apprendere da autodidatta durante i primi anni della sua carriera musicale.

Escobedo è particolarmente noto per essere il fondatore, cantante, bassista e principale compositore dei Sôber, una band che ha segnato una svolta nella scena rock/metal spagnola grazie ad album iconici come Paradÿsso (2002) — un enorme successo commerciale e di critica — e Reddo (2004). Il suo stile ha fuso elementi di metal e rock alternativo con melodie intense e testi profondi, rendendo i Sôber una delle band più influenti degli ultimi decenni.

Dopo la pausa dei Sôber nel 2005, Carlos ha esplorato nuovi orizzonti con Savia, un progetto personale che gli ha permesso di sperimentare sonorità più libere all’interno del rock alternativo. Ha anche lavorato come produttore, collaborando con altri artisti della scena nazionale, dimostrando la sua versatilità sia sul palco che fuori.

Negli ultimi anni, Escobedo ha sviluppato una carriera da solista, offrendo concerti più intimi sotto il concetto “En Estado Puro” (In Stato Puro) in cui rivisita i classici dei Sôber, dei Savia e di altre influenze musicali, oltre a pubblicare il suo primo album da solista Solitud (2025). Questo approccio più personale e intimo dimostra la sua costante evoluzione artistica e il suo profondo legame con il pubblico.

Carlos Escobedo non solo ha definito il sound di una generazione di rock spagnolo, ma continua a innovare e reinventarsi, mantenendo viva l’essenza della sua musica attraverso molteplici progetti e collaborazioni.

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admira: Qual è il momento o la canzone che consideri fondamentale nella tua carriera musicale e perché?

Carlos: Piuttosto che un momento specifico, direi che c’è stato un periodo in cui ho iniziato a considerare la musica come uno spazio di verità, non solo come una forma di espressione. Le canzoni nate dalla necessità, dal disagio o dalla contraddizione hanno segnato un prima e un dopo. È stato allora che ho capito che quando una canzone è sincera, riesce a comunicare indipendentemente dal tempo o dal contesto.

admira: Che consiglio daresti ai giovani chitarristi o bassisti che stanno muovendo i primi passi nel mondo del rock?

Carlos: Ascoltate molto, suonate ancora di più e non abbiate fretta. Il rock non è esibizionismo, è raccontare una storia con la propria identità. La tecnica è importante, ma ciò che lascia davvero il segno è trovare la propria voce, il proprio modo di suonare e di sentire lo strumento. E soprattutto, la perseveranza.

admira: Cosa vorresti sottolineare riguardo alla Admira Crossover, serie Artisan?

Carlos: Vorrei sottolineare l’equilibrio tra tradizione e versatilità. È uno strumento che rispetta l’artigianato e i materiali, ma allo stesso tempo si adatta agli stili più contemporanei. Questa combinazione lo rende molto confortevole, solido e con una personalità che si percepisce fin dal primo accordo. Vorrei anche sottolineare in particolare il preamplificatore, che fornisce una risposta molto naturale e definita.

admira: Diamo spazio alla creatività… Come sarebbe la tua chitarra ideale che ancora non esiste?

Carlos: Sarebbe una chitarra che respira con te, che reagisce quasi come un’estensione del tuo corpo. Leggera ma con un suono e un carattere caldi, capace di passare dalla delicatezza all’aggressività senza perdere la sua identità. Uno strumento che non si impone, ma ti accompagna.

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