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Can Wang, il gitano di Pechino
Can Wang è uno di quegli artisti capaci di gettare ponti tra mondi apparentemente lontani. Nato a Pechino e formatosi sui palchi di mezzo mondo, questo chitarrista e compositore ha fatto della chitarra spagnola il suo linguaggio universale. Il suo soprannome artistico, “El Gitano de Pekín”, non è casuale: è il riflesso di uno spirito libero, appassionato e profondamente legato al flamenco, uno stile che lo ha conquistato fino in fondo.
La sua avventura musicale è iniziata in Cina, dove ha studiato musica classica e chitarra fin da piccolo. Affascinato dall’espressività della chitarra spagnola, decide di intraprendere un viaggio che cambierà la sua vita: si trasferisce in Spagna per studiare a fondo il flamenco, alla ricerca non solo della tecnica, ma dell’essenza culturale del genere. È in città come Siviglia, Granada, Cordoba e Jerez che Can Wang impara a conoscere il duende, il compás e l’anima del flamenco.
Nel 2022 è stato il primo chitarrista cinese a ottenere il diploma ufficiale in chitarra flamenca presso il Conservatorio Superior de Música de Córdoba, diplomandosi con il massimo dei voti della sua classe. Successivamente, ha conseguito con lode un master in Analisi e Ricerca Flamenca presso l’Università di Cadice. Ha inoltre pubblicato due libri didattici sulla tecnica e le forme del flamenco e nel 2021 ha pubblicato il suo primo singolo, Vengo de Pekín, con l’agenzia spagnola AirMusic.
Nel corso degli anni ha collaborato con musicisti di diversi generi, dal jazz alla musica tradizionale cinese, fino al flamenco più puro. Il suo stile è il risultato di questa miscela: melodico, espressivo, con una pulsazione ritmica che cattura e un lirismo che commuove. Nei suoi concerti non mancano tocchi classici o gesti improvvisati, ma ciò che rimane costante è il suo assoluto rispetto per la chitarra come veicolo emozionale.
Oltre alla sua attività di interprete, Can Wang è anche un attivo divulgatore culturale. Ha tenuto più di 50 workshop e concerti didattici in Europa e Asia, soprattutto in Cina e Spagna, condividendo la sua particolare visione di come la musica possa cancellare i confini e avvicinare le culture. Nel 2018 è stato protagonista di un reportage su El País e di diversi documentari trasmessi dai principali canali televisivi spagnoli.
Nel 2025 è stato invitato dalla prestigiosa compagnia Ibérica de Danza a partecipare come chitarrista solista al loro tour internazionale di Carmen, con 13 spettacoli in programma in Cina durante il mese di settembre. Questa collaborazione rappresenta una nuova pietra miliare nella sua carriera, combinando il virtuosismo flamenco con la narrazione teatrale e la danza scenica in uno dei titoli più emblematici della cultura ispanica.
Perché Can Wang è un artista Admira?
Perché incarna la perfetta fusione tra tecnica e anima. Perché ha scelto la chitarra flamenca come inseparabile alleata per raccontare storie che attraversano i continenti.
E perché, come dice lui stesso:
“Non suono per impressionare, ma per comunicare. La chitarra è il mio modo di parlare al mondo”.
admira: Come sono stati i suoi primi passi con la chitarra?
Can Wang: I miei primi passi sono stati quasi per caso. Studiavo ecologia a Pechino e, come molti, suonavo mentre lavoravo in laboratorio. Un giorno ho ascoltato Cositas Buenas, di Paco de Lucía, e questo ha cambiato la mia vita.
Mi sono appassionato, ho iniziato a cercare altro flamenco e ho scoperto che aveva un ritmo che non sapevo esistesse. Fu allora che incontrai Alberto Cuellar, un maestro di Granada che viveva a Pechino, che mi insegnò i primi segreti del compás e della tecnica.
Con queste basi, all’età di 24 anni decisi di venire in Spagna. In due mesi ho imparato lo spagnolo, ho ottenuto il visto e sono atterrato a Siviglia nel 2014. Mi sono iscritto alla Fondazione Cristina Heeren, ho imparato l’accompagnamento con Eduardo Rebollar e poi ho continuato con maestri come Manolo Sanlúcar.
Ho tenuto i miei primi concerti con una compagnia di danza in Cina. Non avevo molta tecnica, ma mi resi conto di una cosa importante: mi sentivo viva, condividevo le emozioni sul palcoscenico – e quella fu la prima spinta di un lungo cammino verso il flamenco.
admira: Cosa l’ha attratta del flamenco come stile musicale?
Can Wang: Ciò che mi ha attratto di più del flamenco è stata la sua verità. È una musica che non si nasconde, che esprime dolore, gioia, solitudine o amore con un’intensità che arriva dritta all’anima. Mi ha colpito la sua libertà ritmica, la sua complessità emotiva e soprattutto quel “duende” che non si può spiegare, ma che si può sentire.
Anche se sono cresciuta lontano dall’Andalusia, ho sentito che il flamenco mi parlava direttamente, come se avesse qualcosa di universale. Non è solo musica: è uno stile di vita, un modo di stare al mondo. È questo che mi ha conquistato.
admira: Quali sono gli aspetti che apprezza di più nella scelta di una chitarra?
Can Wang: Per me la cosa più importante è che la chitarra abbia un’anima. Non cerco solo il volume o la brillantezza: Cerco un suono che mi parli, che mi ispiri. Apprezzo molto la risposta al tocco, la profondità dei bassi, la chiarezza degli alti e, soprattutto, l’equilibrio. Deve anche avere un buon tocco: che non cada a vuoto quando suono ad alta voce, o che non soffochi quando suono piano.
E naturalmente il comfort è essenziale. Trascorro molte ore con la chitarra e ho bisogno di sentirla come un’estensione del mio corpo, non come una barriera. Se una chitarra mi fa suonare meglio senza che io me ne renda conto, allora è quella giusta per me.
admira: Perché ha scelto una chitarra Admira?
Can Wang: Ho scelto una chitarra Admira perché combina tre cose che apprezzo molto: affidabilità, equilibrio e personalità sonora. Per un chitarrista di flamenco come me, che viaggia, tiene concerti, lezioni e improvvisa molto, ho bisogno di uno strumento che risponda bene in ogni situazione.
Admira offre chitarre con una risposta chiara e onesta, che proiettano bene ma senza perdere calore. Hanno anche una costruzione molto solida, e lo si sente quando si spinge la chitarra ai suoi limiti.
E c’è anche qualcosa di emotivo: quando una chitarra ti ispira a suonare di più, a comporre di più, a provare cose nuove… sai che l’hai presa bene. Con Admira l’ho sentito fin dal primo giorno.
admira: Quali progetti ha all’orizzonte?
Can Wang: In questo momento sono concentrato su diversi progetti che mi entusiasmano molto. A settembre andrò in tournée in Cina con la compagnia Ibérica de Danza, interpretando Carmen in 13 città. Sarà un’esperienza molto speciale, che combina musica dal vivo e danza in una produzione su larga scala, ed è anche molto simbolico per me poter riportare il flamenco nel mio Paese.
Sto anche preparando la registrazione di un nuovo singolo, che uscirà all’inizio del 2025, con composizioni mie che riflettono la mia personale visione del flamenco.
A livello pedagogico, sto organizzando nuove conferenze e corsi intensivi, soprattutto in Asia, per continuare a condividere il flamenco da una prospettiva aperta, rigorosa e vivace.